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Ti presentiamo una persona
Asfissia meccanica violenta.
È il termine usato nella relazione medico-legale per descrivere come è morta Gulay, una delle 94 vittime del naufragio di Cutro.
Gulay è morta anche di indifferenza. La stessa indifferenza che accompagna la scomparsa di migliaia di vite inghiottite dal mare, dopo giorni o settimane alla deriva, senza che nessuno risponda alle loro richieste di aiuto.
Non si tratta di tragedie inevitabili ma delle conseguenze di un sistema securitario di gestione delle frontiere che privilegia il controllo dei movimenti rispetto al soccorso in mare.
Eppure si era detto “mai più”.
Gulay aveva otto anni e “nessuna cicatrice pregressa”: aveva il diritto di vivere una vita migliore.
Nel processo in corso per la strage di Cutro chiediamo che vengano accertate le responsabilità, per dare verità e giustizia a Gulay e a tutte le vittime.
[Il nome della bambina è stato cambiato per tutelare la sua identità]
