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Prima della guerra, la malnutrizione a Gaza era inesistente.
Oggi, dopo oltre due anni di blocco degli aiuti, attacchi alle strutture sanitarie e accesso sempre più limitato a cibo, acqua e cure mediche, le conseguenze sono devastanti.
Da gennaio 2024 a febbraio 2026, abbiamo curato oltre 4.000 bambini malnutriti, quasi tutti sotto i cinque anni, e seguito più di 3.300 donne in gravidanza e in allattamento nei nostri programmi nutrizionali.
La fame non è una conseguenza inevitabile della guerra. Quando l’accesso agli aiuti viene limitato e le infrastrutture essenziali vengono distrutte, il cibo diventa uno strumento di controllo sulla popolazione.
Nonostante il cessate il fuoco, la situazione resta estremamente fragile. Continuiamo a curare pazienti malnutriti mentre milioni di persone vivono senza accesso adeguato a cure, risorse e condizioni di vita dignitose.
Chiediamo alle autorità israeliane e agli Stati alleati di garantire un accesso continuo e adeguato agli aiuti umanitari per la popolazione di Gaza.
