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10 anni dopo la Risoluzione 2286: un fallimento della volontà politica
Il 3 maggio 2016 il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite adottava all’unanimità la Risoluzione 2286 per proteggere personale sanitario, pazienti, ospedali e ambulanze nei conflitti armati.
Dieci anni dopo, non celebriamo un risultato. Segniamo un fallimento.
Dal 2016 al 2026, abbiamo registrato 255 incidenti di sicurezza che hanno colpito strutture sanitarie, trasporti e personale medico e umanitario. Solo nel 2025, si contano 1.348 attacchi a strutture ospedaliere e 1.981 persone uccise.
Gli attacchi non sono diminuiti. In molti contesti, si sono intensificati.
Quando l’assistenza sanitaria non è più sicura, è il segnale che le regole fondamentali della guerra stanno cedendo. Non è un fallimento della legge, ma della volontà politica di farla rispettare.
Ogni giorno, nei contesti di crisi più devastanti, vediamo le conseguenze: pazienti che muoiono per ferite curabili, donne costrette a partorire senza assistenza, intere comunità private di cure essenziali.
Noi di Medici Senza Frontiere, insieme al Comitato Internazionale della Croce Rossa e all’Organizzazione Mondiale della Sanità, chiediamo agli Stati di agire con urgenza: rafforzare la protezione dell’assistenza sanitaria, rispettare il diritto internazionale umanitario e garantire responsabilità per gli attacchi.
L’assistenza sanitaria non deve mai essere una vittima della guerra.
